 I primi insediamenti risalgono al periodo nuragico e proprio la numerosa presenza, circa una ventina, di complessi nuragici (ma anche barchette di bronzo ritrovate nella tomba chiamata "Sa Dom'e s'Ossu"), fa pensare che l'attuale area di Dolianova dovesse costituire, fin d'allora, un centro importante sia per la caccia che, strategicamente, viste le colline circostanti, per la difesa.
A questo proposito, emblematico è il caso de "Sa dom'e s'Orcu", a 714 metri, da cui è possibile dominare un esteso panorama: dal Parteolla (la sub-regione di cui fanno parte Dolianova, Serdiana, Donori e Soleminis) al Sarrabus al Gerrei.
Ricordiamo che si chiamano "Dom'e s'Orcu" le cosiddette tombe di giganti, cioè le sepolture megalitiche che comparvero in Sardegna intorno al 1800-1600 a.C. (età del bronzo).
Altri ritrovamenti, risalenti a periodi più tardi (fenicio-punico), sono quelli di "Sa Dom'e s'Ossu" in cui sono state scoperte grandi quantità d'ossa animali da ricollegarsi probabilmente al culto del fuoco, oltre a monete coniate sia in Sardegna che in Sicilia e risalenti alla Roma imperiale con le effigi di Marco Aurelio e Claudio il Gotico.
Altri ritrovamenti di grande interesse sono quelli di "Mitza Salamu" dove sono state rinvenute 36 mascherine votive rappresentanti volti umani.
Durante il periodo giudicale, la curatoria del Parteolla (nome probabilmente derivante dal romano Pars Olea cioè area fortemente interessata dalla coltura dell'olivo), anche chiamata di Dolia (sempre da quel Olea latino trasformatosi in Olia e infine in Dolia), faceva parte del Giudicato di Cagliari.
Il destino dei due villaggi di San Pantaleo e di Sicci San Biagio, la cui unione nel 1905 determinò la nascita del comune di Dolianova, fu per tanto tempo parallelo, imperniato sull'attività agro-pastorale, fino alla pestilenza del 1652-56 e la successiva carestia del 1681.
da allora le sorti di Sicci San Biagio, che dal 1300 con l'arrivo dei Catalano-aragonesi fu prima feudo della famiglia dei De Amburra e poi inserita nel Ducato di Mandas, iniziarono a peggiorare mentre sempre ricca e popolosa era San Pantaleo, feudo vescovile.
Con la fine del sistema feudale che in Sardegna giunse in larga parte nel 1771 con la creazione dei Consigli Comunitativi, si aprì di fatto l'era moderna e, come detto, nel 1905 i centri di Sicci San Biagio e San Pantaleo vennero uniti sotto il nome di Dolianova.
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