 Arrivando da Cagliari sulla SS 387, lungo la prima parte del Corso Repubblica si incontra la chiesa di San Biagio, esempio tardogotico (1500), ampiamente rimaneggiata. Interessanti il portale ed il presbiterio. L'edificio è da tempo in restauro.
Nella parte alta del Corso Repubblica, in una strada denominata Via Vescovado, si trova l'importante cattedrale di San Pantaleo, consacrata l' 8 dicembre del 1289 dopo 130 anni di lavori, sede della soppressa diocesi di Dolia.
Tre fasi hanno caratterizzato la costruzione di questa tanto importante quanto singolare chiesa. Una prima, di puro stampo pisano, anteriore al 1170 (pianta, mura perimetrali, facciata fino all'altezza degli archi). Una seconda, risalente agli inizi del 1200 (copertura a volte e archi trasversali). Una terza, relativa alla seconda metà del 1200 e che interessa la parte alta dell'edificio in stile orientaleggiante.
All'esterno, sulla facciata principale, l'architrave del portale centrale è costituito da un monolito in cui è scolpito un serpente attorcigliato ad alcune piante. La raffigurazione richiamerebbe, secondo alcuni, al miracolo di San Pantaleo prima della sua conversione al cattolicesimo, grazie al quale restituì la vita ad un bambino morso da una serpe.
Sul fianco del portale laterale sinistro, in cui si legge un'iscrizione datata 1261, si trova un sarcofago retto da due sezioni di colonna, su cui poggia un'edicola archiacuta. Accanto all'abside si trova un fonte battesimale (V secolo), ricavato da un monolito, esempio unico in Sardegna.
All'interno, la cattedrale si presenta divisa in tre navate di cui quella centrale poggiante su archi impostati su sei colonne diverse l'una dall'altra ed i cui capitelli sono ornati con elementi tratti dalla flora, dalla fauna, oltrechè a sembianze umane, dalle parvenze mostruose, che ritroviamo nelle lesene del muro perimetrale.
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