Il primo nucleo abitato risale alla prima metà del 1600, anche se nell'area esistono traccie, ad esempio, di insediamenti nuragici (a circa 3 chilometri dal paese, in località su Nuraxi).
   Pare che l'origine di Burcei sia legata alla presenza di un gruppo di pastori barbaricini, possessori di un vicino salto, stabilitisi nei pressi della sorgante chiamata Sa Mitza de su Salixi, esistente fino a qualche decennio fa proprio nel cuore del paese.
   Attrati dalla copiosità delle acque, dai pascoli abbondanti e dalla salubrità dell'aria, i pastori avrebbero impiantato i primi nuclei conducendovi le proprie famiglie. Il nome stesso di Burcei sembrerebbe legato alla parola Burrei che signifa 'branco di buoi'.

   Le notizie sul picolo paese, che nei primi anni dell'Ottocento contava circa 700 persone, non sono molte. Il sacerdote Vittorio Angius, che intorno al 1883 visitò, nel Dizionari geografico degli Stati Sardi ci offre uno spaccato della Burcei di quasi due secoli fa. Il paese, in cui erano praticamente assenti gli artigiani, viveva d'agricoltura e allevamento. Si coltivava soprattutto l'orzo, date le caratteristiche sabbiose del terreno che non favorivano la coltura del grano, e la vite anche se, come scrisse padre Angius, per "la stagione fredda prima della maturità perfetta delle uve il vino riesce leggiero e facilmente inacidisce".
   Circa 300 gli alberi da frutto tra cui naturalmente ciliegi, fichi e pere. Ragguardevole l'allevamento. Nel 1833 erano 170 i buoi per l'agricoltura, 2000 le capre e 1000 le pecore. Da queste ultime, grazie al latte munto, si preparavano ottimi formaggi molto apprezzati a Cagliari.

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